Blog · 15 ottobre 2026 · 6 min di lettura
1. Dalle calorie ai grammi
Il calcolo dei macronutrienti parte sempre da un obiettivo calorico già stabilito: metabolismo basale, fattore di attività e obiettivo del paziente. Da lì si passa ai grammi con i fattori di conversione energetica.
- Proteine: 4 kcal per grammo
- Carboidrati: 4 kcal per grammo
- Grassi: 9 kcal per grammo
Le due formule che userai sempre sono speculari. Per passare da una percentuale ai grammi: grammi = kcal totali × percentuale ÷ kcal per grammo. Per passare dai grammi alla percentuale: percentuale = grammi × kcal per grammo ÷ kcal totali. Con 2000 kcal, il 30% di grassi vale 2000 × 0,30 ÷ 9 ≈ 67 g; 250 g di carboidrati valgono 250 × 4 ÷ 2000 = 50% dell'energia.
L'alcol apporta circa 7 kcal per grammo e la fibra meno dei carboidrati disponibili. Nella pianificazione si lavora con i tre macronutrienti principali, ma se il paziente beve regolarmente l'alcol va considerato nel bilancio.
2. Proteine: grammi per kg o percentuale dell'energia?
Le proteine si impostano meglio in grammi per kg di peso corporeo che in percentuale. La ragione è pratica: il fabbisogno proteico dipende dalla massa corporea, non dalle calorie. Con una percentuale fissa, un piano ipocalorico abbasserebbe le proteine proprio quando servono di più per preservare la massa magra.
- Riferimento LARN per l'adulto: PRI di 0,9 g/kg di peso corporeo al giorno, riferito al peso normale.
- Dimagrimento con allenamento o ricomposizione corporea: spesso 1,6–2,2 g/kg, per limitare la perdita di massa magra.
- Aumento di massa con allenamento di forza: indicativamente 1,6–2,0 g/kg.
La percentuale resta utile come controllo finale: dopo aver fissato i grammi, verifica quanta parte dell'energia coprono, così ti accorgi se le proteine stanno togliendo troppo spazio a carboidrati e grassi.
3. I riferimenti LARN per grassi, carboidrati e fibra
Per l'adulto i LARN 2014 indicano intervalli di riferimento (RI) in percentuale dell'energia totale e alcuni obiettivi per la prevenzione (SDT).
- Carboidrati: 45–60% dell'energia, privilegiando fonti a basso indice glicemico.
- Zuccheri: meno del 15% dell'energia.
- Grassi: 20–35% dell'energia.
- Acidi grassi saturi: meno del 10% dell'energia.
- Fibra: almeno 25 g al giorno; come intervallo di riferimento, 12,6–16,7 g ogni 1000 kcal.
Sono riferimenti per la popolazione adulta sana. Uscire da un intervallo può essere una scelta consapevole (un piano iperproteico per lo sportivo, una dieta chetogenica in un contesto clinico), ma deve restare una scelta motivata, non un effetto collaterale del calcolo.
4. Il metodo in tre passaggi
- 1
Fissa le proteine
Moltiplica il peso per i grammi per kg scelti in base all'obiettivo e converti in kcal (× 4).
- 2
Fissa i grassi
Scegli una quota dell'energia, in genere tra il 25% e il 35%, e convertila in grammi (÷ 9).
- 3
Assegna il resto ai carboidrati
Sottrai dalle calorie totali quelle di proteine e grassi e dividi per 4. Poi verifica le percentuali rispetto ai LARN.
Nella dieta chetogenica la logica si inverte: i carboidrati si fissano bassi, indicativamente 20–50 g al giorno, le proteine restano in g/kg e i grassi coprono le calorie restanti.
5. Un esempio svolto
Paziente uomo, 40 anni, 180 cm, 82 kg, moderatamente attivo (si allena tre o quattro volte a settimana), con obiettivo di dimagrimento.
- 1
Calorie
Metabolismo basale (Mifflin-St Jeor): 10 × 82 + 6,25 × 180 − 5 × 40 + 5 = 820 + 1125 − 200 + 5 = 1750 kcal. Dispendio totale: 1750 × 1,55 ≈ 2710 kcal. Con un deficit del 20%: 2712,5 × 0,8 = 2170 kcal al giorno.
- 2
Proteine
2,2 g/kg × 82 kg ≈ 180 g, cioè 720 kcal, circa il 33% dell'energia.
- 3
Grassi
30% di 2170 kcal = 651 kcal, cioè 651 ÷ 9 ≈ 72 g.
- 4
Carboidrati
2170 − 720 − 651 ≈ 800 kcal, cioè circa 200 g (circa 2,4 g/kg), pari al 37% dell'energia.
Verifica: 180 × 4 + 72 × 9 + 200 × 4 = 720 + 648 + 800 = 2168 kcal, coerente con l'obiettivo a meno degli arrotondamenti. I carboidrati però sono sotto il 45% indicato dai LARN: è la conseguenza di una quota proteica alta in un piano ipocalorico.
Se il paziente non fa allenamento di forza e non hai motivi per una quota così alta, puoi scendere a 1,6 g/kg: le proteine diventano circa 131 g (525 kcal, 24%), i grassi restano 72 g e i carboidrati salgono a circa 249 g (994 kcal, 46%), dentro l'intervallo di riferimento. La fibra, con 2170 kcal, andrebbe tenuta tra circa 27 e 36 g al giorno.
6. Adattare all'obiettivo e distribuire tra i pasti
- Deficit calorico: mantieni le proteine in g/kg e riduci soprattutto carboidrati e grassi, senza scendere sotto il 20% dell'energia dai grassi.
- Surplus per l'aumento di massa: le proteine non devono salire con le calorie; le kcal in più vanno soprattutto ai carboidrati, che sostengono l'allenamento.
- Sport di resistenza: i carboidrati si ragionano meglio in g/kg che in percentuale, perché dipendono dal volume di allenamento. Nei giorni di carico possono salire molto rispetto ai giorni di riposo.
Per la distribuzione tra i pasti puoi usare la stessa ripartizione delle calorie: con cinque pasti, per esempio, 20% a colazione, 10% a metà mattina, 35% a pranzo, 10% a merenda e 25% a cena. Nell'esempio, il pranzo vale circa 760 kcal, con circa 63 g di proteine, 70 g di carboidrati e 25 g di grassi. Distribuire le proteine su tutti i pasti principali, invece di concentrarle a cena, rende il piano più equilibrato e più facile da seguire.
Se alcuni giorni hanno calorie diverse, per esempio più carboidrati nei giorni di allenamento, ragiona sulla media della settimana: conta che il totale settimanale resti quello stabilito.
7. Gli errori più comuni
- Calcolare le proteine sul peso attuale in caso di obesità importante: i g/kg sul peso reale sovrastimano il fabbisogno. Meglio riferirsi a un peso di riferimento o corretto.
- Impostare tutto in percentuale: con le calorie basse le proteine scendono troppo, con le calorie alte salgono senza motivo.
- Dimenticare la verifica finale: i grammi devono tornare con le calorie totali e le percentuali con i riferimenti LARN.
- Controllare solo i macronutrienti: un piano può avere macro perfetti e restare povero di fibra, calcio o ferro.
- Pretendere precisione al grammo ogni giorno: i macronutrienti si valutano sulla media, e il piano deve restare sostenibile per il paziente.
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NutriMi Bene fa questi calcoli per te: dal profilo del paziente stima il metabolismo basale con Mifflin-St Jeor, applica fattore di attività e obiettivo, imposta i macronutrienti e genera un piano settimanale già bilanciato su calorie e macro. Gli obiettivi di macronutrienti e la ripartizione tra i pasti sono modificabili, e vedi le calorie reali del piano per giorno, settimana e mese.
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Contenuto informativo per professionisti della nutrizione: non sostituisce la valutazione clinica del singolo paziente.