Blog · 13 ottobre 2026 · 6 min di lettura
1. Il metabolismo basale (BMR)
Il metabolismo basale è l'energia che l'organismo consuma a riposo per le funzioni vitali. La misura più precisa è la calorimetria indiretta, ma nella pratica di studio si usano equazioni predittive. Tra queste, la formula di Mifflin-St Jeor è considerata una delle più affidabili per la popolazione adulta generale.
- Uomo: BMR = 10 × peso (kg) + 6,25 × altezza (cm) − 5 × età (anni) + 5
- Donna: BMR = 10 × peso (kg) + 6,25 × altezza (cm) − 5 × età (anni) − 161
Un'alternativa diffusa è l'equazione di Harris-Benedict rivista. Qualunque formula si scelga, resta una stima: in soggetti con composizione corporea molto diversa dalla media (atleti, obesità importante, anziani) conviene verificarla con l'andamento del peso nelle settimane successive.
2. Il dispendio totale: il fattore di attività
Al metabolismo basale si applica un moltiplicatore che tiene conto dell'attività fisica e lavorativa, ottenendo il dispendio energetico totale giornaliero (TDEE).
- Sedentario (lavoro d'ufficio, poco movimento): × 1,2
- Leggermente attivo (1–3 allenamenti a settimana): × 1,375
- Moderatamente attivo (3–5 allenamenti a settimana): × 1,55
- Molto attivo (6–7 allenamenti a settimana): × 1,725
- Estremamente attivo (lavoro fisico pesante o doppi allenamenti): × 1,9
Il fattore di attività è la fonte di errore più comune: i pazienti tendono a sovrastimare quanto si muovono. Nel dubbio, meglio partire da un livello più basso e correggere dopo due o tre settimane di monitoraggio.
3. L'obiettivo: deficit, mantenimento o surplus
Il dispendio totale corrisponde al mantenimento del peso. Per il dimagrimento si applica in genere un deficit moderato, spesso tra il 10% e il 25%; per l'aumento di peso un surplus contenuto, intorno al 10–15%. Deficit troppo ampi rendono il piano difficile da seguire e favoriscono la perdita di massa magra.
4. Un esempio svolto
Paziente donna, 35 anni, 165 cm, 64 kg, moderatamente attiva, con obiettivo di dimagrimento.
- 1
Metabolismo basale
10 × 64 + 6,25 × 165 − 5 × 35 − 161 = 640 + 1031,25 − 175 − 161 ≈ 1335 kcal
- 2
Dispendio totale
1335 × 1,55 ≈ 2070 kcal al giorno
- 3
Obiettivo
con un deficit del 20%: 2070 × 0,8 ≈ 1655 kcal al giorno, cioè circa 11.600 kcal a settimana
5. Dalle calorie alle porzioni: i macronutrienti
Una volta fissate le calorie, si distribuiscono tra proteine, grassi e carboidrati (4 kcal per grammo di proteine e carboidrati, 9 kcal per grammo di grassi). Un metodo pratico è partire dalle proteine in base al peso, fissare i grassi come quota delle calorie e lasciare il resto ai carboidrati.
- Proteine: per la popolazione adulta i LARN indicano circa 0,9 g/kg di peso corporeo; in fase di dimagrimento o con allenamento regolare si sale spesso a 1,6–2,2 g/kg per preservare la massa magra.
- Grassi: in genere tra il 25% e il 35% delle calorie totali.
- Carboidrati: le calorie restanti. Nella dieta chetogenica, al contrario, si fissano bassi (indicativamente 20–50 g al giorno) e i grassi coprono il resto.
Nell'esempio, con 2,2 g/kg di proteine (circa 140 g, 563 kcal) e il 30% di grassi (circa 55 g, 497 kcal), restano circa 595 kcal per i carboidrati, cioè circa 150 g al giorno.
6. Verificare e aggiornare
Il calcolo è il punto di partenza, non il risultato finale. L'andamento del peso e delle misure nelle settimane successive dice se la stima è corretta: se il peso non si muove come previsto, si corregge il fattore di attività o l'obiettivo calorico. A ogni nuova misurazione importante il fabbisogno va ricalcolato.
In NutriMi Bene questi passaggi sono automatici: dal profilo del paziente il software calcola fabbisogno e macronutrienti, genera il piano già bilanciato e ti avvisa quando una nuova pesata cambia la stima. Puoi sempre sostituire la stima con il tuo obiettivo.
Come NutriMi Bene usa questi calcoli per generare i piani →
Contenuto informativo per professionisti della nutrizione: non sostituisce la valutazione clinica del singolo paziente.